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lunedì 31 marzo 2014

Milano - Due moschee in tempo per Expo

Scritto da Luca Chiappini

Render del progetto del Caim
Della moschea voluta dal Caim s'è parlato parecchio nelle ultime settimane (il nostro articolo del 13 marzo). Il progetto ha fatto molto discutere e ancora si sta cercando una soluzione comune. A quanto pare ora la direzione sembra propendere piuttosto verso due moschee:
- quella voluta dal Caim, al posto dell'ex-Palasharp in via Sant'Elia (zona M1 Lampugnano), che sarebbe edificata con soli finanziamenti privati (divisa in due parti: la prima dedicata strettamente alla preghiera, la seconda aperta al pubblico con biblioteca, teatro, sala conferenze, zona ristorante e bar, e un vasto cortile porticato);
- quella in un'area nei pressi di viale Certosa (negli spazi di un'ex-concessionaria di automobili in uno stabile in vendita in zona Viale Certosa, in prossimità dell'Autostrada dei Laghi), voluta dai Consolati di Giordania e Marocco. Quest'ultima strada in particolare che sembra avere più "spianato" il proprio percorso, più istituzionale e col progetto-moschea fortemente voluto dal consolato giordano, con il supporto del consolato del Marocco, rappresentante la più popolosa comunità musulmana di Milano.

Il progetto di cui si sta discutendo vorrebbe il suo completamento e l'inaugurazione entro la fatidica data del 1 maggio 2015, giorno di battesimo di Expo.

Come potrebbe apparire la moschea del Caim a Lampugnano

Zona Porta Nuova - La pista ciclabile in Monte Grappa

Scritto da Roberto Arsuffi

Già avevamo mostrato i lavori al marciapiede lungo un tratto di Viale Monte Grappa. Pare stiano creando anche una pista ciclabile oltre all'allargamento del marciapiede lungo i numeri pari.













Zona Porta Vercellina - Restauri ai monumenti romani

Scritto da Roberto Arsuffi

All'interno del Museo Archeologico di Milano, ex monastero maggiore di San Maurizio, si trovano due torri molto antiche di epoca romana, entrambe sottoposte ad un intervento di restauro. La prima, quasi terminata, è quella del circo, oggi torre campanaria del monastero; i ponteggi presenti nel cortile del museo stanno attualmente incappucciando la seconda, quella di Ansperto, una delle torri poligonali che coronavano le mura di cinta della città romana.











Interno della torre di Ansperto





Milano - Che fine ha fatto il lunapark di Pisapia?



Scritto da Luca Chiappini

Nel febbraio 2013, alla presentazione del Salone del mobile tenutasi nella torre Unicredit, il sindaco Pisapia disse (come riporta Il Giorno): "Vorrei un luna park per Milano. Ci stiamo pensando e sarà non necessariamente in centro purché attraente e attrattivo".

Il tempo passa e non se n'è più parlato. Nonostante in molti abbiano attaccato questo piccolo sogno nel cassetto del sindaco, noi crediamo che il progetto possa rivestire una forte importanza. Pisapia infatti aveva detto: "Vedendo questi bellissimi palazzi ho pensato che ci manca un luogo di divertimento e di gioia". I palazzi di cui parla sono i nuovo grattacieli del Progetto Porta Nuova. Il sindaco ha ragione: ovviamente ci sono priorità più urgenti, ma l'idea di un parco giochi milanese non è affatto da escludere. Dal momento che Milano sta migliorando molto in qualità della vita, un parco giochi di una certa spettacolarità (attualmente il più vicino è a Segrate) può portare diversi benefici:

1. Più svago e divertimento in una città che, pur cambiando, in certe fette di cittadinanza ispira ancora freddezza ed eccessiva austerità

2. Più opportunità per bambini, famiglie e giovani

3. Un'opportunità in più per i weekend milanesi, un modo per contrastare la rituale fuga meneghina fuori città: in una giornata di sole un luna park può fare i miracoli. Basti vedere quanto richiamava quello in Parco Sempione (pur temporaneo, poco pubblicizzato e abbastanza nella norma)

4. Più gioia e più colore per una città che vuol mostrare quant'è infondato il pregiudizio sulla sua fredda anima nordica. In parole povere: non siamo solo operosità e industria, ma anche divertimento, colori, musica!

Brillante esempio era il luna-park delle Varesine (ma anche il Parco giochi al PalaLido nel 1930) in centro città e con montagne russe che godevano di affascinanti scorci sul Pirellone e sulla Torre Breda. Adesso che il parco giochi non esiste più, avendo fatto posto ai nuovi palazzi Varesine del masterplan di Hines Italia, andrebbe riconsiderato un nuovo luna-park in grande stile da qualche parte in città.

A mio avviso le possibilità sono tre:
1. Luna-park di modeste dimensioni ma con una caratterizzazione molto forte (in modo da non farlo somigliare ai tanti luna-park stagionali che si trovano nelle mete vacanziere): in questo caso, essendo la superficie non eccessiva, sarebbe auspicabile una sua destinazione abbastanza centrale. La nostra proposta è di sfruttare parte di superficie dell'ex-scalo ferroviario di Porta Romana. Immaginate che spettacolo!

Ex-Scalo Porta Romana
Oppure si potrebbe pensare a un collocamento nell'ex-scalo Farini o, ancor meglio, nella sezione nord-ovest della Bovisa, dove confina con Villapizzone, nella stessa area delle ex-cisterne tra via degli Ailanti, via Lambruschini, via Siccoli e via Porretta:


In questo caso il vantaggio sarebbe anche quello di rendere più colorata e visitabile un'area periferica spesso trascurata (zona Bovisa / Villapizzone) e sarebbe comunque molto ben collegata. Sulla stessa linea si potrebbe pensare all'area tra Bovisa e Ghisolfa:


2. Una vera, grande ruota panoramica (stile quella di Odaiba a Tokyo o la London Eye). Il vantaggio è che non occorre una superficie troppo estesa, quindi si può trovare una zona più centrale. Inoltre, con i grattacieli di nuova realizzazione e quelli ancora in costruzione, e con lo stupendo panorama che Milano offre, la ruota panoramica fa discutere sempre di più e riscuote consensi crescenti. Non a caso in questi giorni è stata installata una ruota temporanea di 18 metri in Piazza Gae Aulenti (foto e info: Corriere della sera), sponsorizzata da Perugina:

La ruota in Piazza Gae Aulenti - Foto: Corriere della sera
Naturalmente però noi ci riferiamo a un progetto più in grande, che guarda appunto ai colleghi internazionali: quella di Londra raggiunge i 135 metri di altezza, le due ruote di Tokyo arrivano a 115 metri ciascuna, a Mirabilandia si raggiungono i 92 metri. Una ruota panoramica con questi numeri e con il posizionamento corretto è un investimento importante e sicuro (anche perché attualmente a Milano l'unico luogo panoramico esistente è la Torre Branca in Parco Sempione), specialmente quando Expo richiamerà orde di turisti. Anche in questo caso vedremmo bene la zona degli ex-scali ferroviari (soprattutto l'ex-scalo Farini, in quanto posizione strategica per godere di buona vista sui nuovi grattacieli di Porta Nuova e quelli in costruzione a CityLife, e arrivando a gettare l'occhio dal Duomo fino a San Siro -e forse Expo), se non la stessa CityLife. Oppure, perché non rispolverare i vecchi esempi del Luna Park creato tra fine anni Venti e inizio anni Trenta a Lotto, tra il Lido di Milano e l'ex-Fiera? Tra l'altro quel "luna-park" pare assai affascinante, con la sua piccola laguna, l'imbarcadero, le montagne russe, la ruota e molte giostre. Considerati anche i lavori all'ex-PalaLido (per farlo rinascere come Pala AJ), perché non sfruttare il clima di generale recupero per pensare all'installazione di un parco giochi dal fascino retrò nell'area?




Il vantaggio è anche l'arrivo della nuova linea M5, che renderebbe il luogo un hub di trasporti privilegiato. Certo lo spazio non è molto, ma una ruota panoramica e due ottovolanti riescono ad entrarci. Magari lo spiazzo erboso attualmente inutilizzato vicino a M1 Inganni:
Area M1 Inganni
Lido di Milano e Pala AJ in costruzione (Lotto M1)
Lotto e San Siro
3. Un parco giochi di forte impatto, ma più distante dal centro cittadino. Perché un grande parco giochi sulla falsariga di Gardaland e Mirabilandia non può funzionare nelle immediate vicinanze di Milano?

Ma ve lo immaginate? Una Coney Island milanese!


Curiosità: guardate l'insegna!
Per stare più vicino a noi, non sentite sospiri di revival in salsa Varesine?



O in salsa Lido di Milano nel 1930 ?



Zona Giambellino - Via Leone Tolstoj e il caos urbano

Scritto da Roberto Arsuffi

Via Leone Tolstoj (anche Tolstoi) è una strada del quartiere Giambellino che si estende per quasi un chilometro ed è così variegata da non avere eguali in città. In questi giorni si stanno sistemando i marciapiedi, che vengono ristretti a favore di un migliore parcheggio per le autovetture. Questo però sta avvenendo unicamente nel tratto tra Via Savona e Via Pesto. La confusione nel resto della via continua a regnare sovrana: aiuole d'asfalto invase dalle auto, alcune con dentro due alberi spennacchiati, altre del tutto vuote e altre ancora invase da piante di ogni specie; archetti gialli, archetti metallici e funghetti di pietra. Insomma un chilometro di disordine con una quantità spropositata di automobili posteggiate ovunque ci sia un buco. Un vero squallore.



Ecco com'era in precedenza il marciapiede in via Tolstoj












Quest'aiuola in cemento non sarebbe meglio verde?























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